mercoledì 15 novembre 2017

NOVEMBRE A BUDAPEST

Sinagoga

Concerto all'Accademia della Musica

Foyer dell'Accademia della Musica

                                      
Balcone a Andrassy ut.
Bambole
10.000 di questi alberi sono stati piantati all'inizio dell'anno a Budapest

Foglie morte?
Museo della Fotografia "Robert Capa"

Museo dell'Asia

Addobbi natalizi
Ligeti park

Benczur utza

Castello Park Ligeti


Esposizioni in piazza degli Eroi

Donna (manichino) alla finestra



Ambasciata rumena

Manifesto governativo contro il magnate di origine ungherese Gyorgy Soros. Chi lo conosce lo evita!

Ponte Elisabetta

Concerto, musiche di Antonio Vivaldi.


Akacfa utza

Una via del cenro di Pest

Concerto di flauti


Avvertenza:le foto sono mie. In caso di utilizzo si prega citare autore e fonte.

lunedì 6 novembre 2017

100° DELLA RIVOLUZIONE RUSSA: RICORDARE E GUARDARE IN AVANTI..


Lenin parla alla folla. A sin.(in piedi) Leon Trotsky.
     
Il modo migliore per ricordare la Rivoluzione del 1917 sarebbe quello di aprire una riflessione obiettiva per evidenzarne i grandi meriti politici e storici ma anche i limiti e gli errori gravissimi verificatisi durante lo stalinismo e nel periodo grigio del duo Breznev - Suslov (il teorico).
Riflettere per rilanciare, su basi nuove e a livello globale, l'idea di un nuovo socialismo, a misura dell'uomo e della pacifica convivenza sul Pianeta.
Insomma, contestualizzare e guardare in avanti per ri-progettare il futuro delle nuove generazioni, dei lavoratori, di masse sterminate di uomini e di donne che, dopo il "crollo del muro", sono sottoposti a  un virulento attacco delle politiche del neo-liberismo dominante.
La Rivoluzione di ottobre segnò una rottura con la realtà feudale russa e un avanzamento del processo rivoluzionario mondiale. Perciò é giusto ricordare ma senza miti e sensi di colpa. A distanza di100 anni, quantomeno bisognerebbe restituire onore e dignità a tanti compagni, russi e non solo, che fecero l'Impresa. In particolare, a Leon Trotsky, teorico e stratega della Rivoluzione, barbaramente assassinato, a Città del Messico, per ordine di Stalin. Sarebbe questo un "atto dovuto" per i grandi meriti che il Commissario del popolo acquisì nel preparare e dirigere l'insurrezione e, poi, nel difendere la Rivoluzione dai pericolosi attacchi interni e internazionali.
Celebrare ma non omettere i lati negativi dell'esperienza sovietiva che, a un certo punto della sua evoluzione, sacrificò la democrazia e la libertà sull'altare di un potere statalistico, burocratico che la porterà all'implosione. Un capitolo si é chiuso e se ne dovrà aprire un altro: quello di una nuova idea di socialismo democratico (ma non socialdemocratico) che dovrà sapere coniugare libertà e giustizia sociale e bandire ogni forma di dittatura (compresa quella del "proletariato") dalle sue prospettive.
La nostra missione non è quella di annichilire, di dominare gli uomini, ma di liberarli da antiche e nuove dipendenze, di emanciparli esaltandone lo spirito creativo e le giuste aspirazioni al progresso, nella pace e nella solidarietà.
Mi fermo. Aggiungo soltanto che (come si vede da queste vecchie foto) nel 1970, ventenne, andai a Mosca, con una delegazione del Pci, per partecipare alle celebrazioni del 53° anniversario della Rivoluzione e al 100° della nascita di Lenin; dopo più di 40 anni, nel 2013, a Città del Messico ho reso un commosso omaggio alla memoria del compagno Leon Trotsky. Davanti a quella tomba ho avuto la sensazione di essermi liberato di un rimorso che, di tanto in tanto, mi tormentava. Saluti. (a.s.) 


1970, Piazza Rossa, Mosca, per il 100° della nascita di Lenin

1970, Mosca, 53° della Rivoluzione


1970, Nei paraggi della Piazza Rossa

Museo Trotsky (C.d.M.) Trotsky con un gruppo di compagni messicani.  In fondo, a ds, Frida Kahlo e Diego Rivera.


Casa di Trotsky (C.d.M.) tomba di Leon Trotsky e della moglie Natalia Sedova.

martedì 31 ottobre 2017

VIAGGIO IN OMAN, PAESE DI SINDBAD IL MARINAIO (racconto per immagini)


Nel 1997, su invito del ministero dell'Informazione, in compagnia del fotografo Mario Boccia, visitai il Sultanato dell'Oman per un servizio giornalistico pubblicato sul settimanale "Avvenimenti". Queste mie foto, per quanto un pò sbiadite, spero riescano a dare un'idea del bellissimo viaggio alla scoperta del paese di Sindbad il Marinaio l'eroe leggendario de "Le Mille e una notte" che molti omaniti giurano fosse originario di queste parti. Nella penisola arabica l'Oman é una realtà appartata, quieta, e assai interessante sotto vari profili: paesaggistico, culturale, etnico, religioso. E con cinquemila anni di storia alle spalle. Agostino Spataro*




Donna con maschera nera



Stemma del sultano Qaboos
.. A nord c'era il paese di Magan, dove cinque mila anni fa si fondeva il rame puro che si esportava, in lingotti, nel regno dei Sumeri.
A sud c'era il paese di Ofir, nei paraggi del reame di Punt, dove dalla corteccia di un arbusto nano si estraeva l’incenso odoroso che profumava templi e palazzi dei Faraoni e di tutte le civiltà mediterranee.
Anche a cercarli questi paesi non li troverete sulla carta geografica poiché la geo-politica moderna li ha cancellati riunendoli sotto il nome di Oman: un sultanato esteso quanto due terzi l’Italia, con una popolazione di circa due milioni di abitanti...




Muscat. residenza del Sultano


Bandiera dell'Oman
... L’Oman non è il migliore dei mondi possibili, tuttavia costituisce uno dei rari esempi in cui “i doni del petrolio e del gas” sono stati messi al servizio del progresso civile del paese, in armonia con i valori della tradizione. E qui si rivela la lungimirante saggezza del sultano Qaboos. E della stessa classe dirigente omanita che non è formata da cortigiani che si sollazzano fra i piaceri dell’harem o del bagno turco, ma da giovani (molte le donne) dinamici, competenti che si danno molto da fare per proiettare il Paese in un futuro di prosperità condivisa. Lontano, comunque, dal medioevo dal quale è uscito soltanto nel 1970...


Nizwa, bottega dei coltelli (jambia)

Alla fiera di Nizwa
... Magan, Ofir, Punt sono, ormai, soltanto luci di nomi che illuminano il passato fascinoso e fiero di un piccolo popolo di beduini, di marinai e di abili mercanti.
Quasi ignorata in Occidente, la storia plurimillenaria dell'Oman costituisce un caso a se stante nella penisola arabica...


Muscat, centro storico

Mercato circolare
... Capitiamo di venerdì, giorno della fiera settimanale degli animali. Il commercio si svolge secondo un meccanismo "circolare" ossia all'interno di un cerchio umano ai lati del quale siedono i potenziali acquirenti, fra questi anche donne con le tipiche maschere nere. L'originale meccanismo è finalizzato a velocizzare le transazioni, le lunghe trattative sono impossibili. L'avventore ha solo il tempo di tastare la gorgia e le spalle e di dare uno sguardo veloce alla dentatura dell'animale in vendita (solitamente capre e bovini) e, quindi, offrire un prezzo al sensale; se questi non accetta, la bestia viene spinta in avanti perché dietro ce n'è un'altra che attende. E la ruota del commercio continua a girare…

Mario Boccia nel cortile del forte di Nizwa
Oltre al falaj, i segni distintivi di Nizwa sono un forte mastodontico, munito di cannoni col marchio di Filippo II, e la medina circondata di alte mura di fango...

Nizwa, forte spagnolo


Nizwa mura medioevali
Oman, dove uomini e culture ancora si nutrono di datteri neri e di favole bellissime e leggende immortali che aiutano a preservare lo stadio infantile cui nessuno sembra voler rinunciare. Una condizione negata a noi "occidentali" impregnati di paure e di arroganze e dominati da un "dio" straniero. E' stato un errore aver girato lo sguardo solo a Occidente. In Europa le grandi culture sono venute dall'Oriente, mai dall'Occidente di cui ci sentiamo debitori e sudditi.
Nizwa alla fiera del bestiame


Cortile di abitazione

Nizwa, artigiano dell'argento

Con Amir, al mercato di Nizwa


Le anime dei Templari
Fra le sabbie infuocate del “Rab al khali” (il “Quarto Vuoto”), lo sterminato deserto della penisola arabica, vagano alcune centinaia d’indi­vidui biondi, uomini e femmine, figli di una santa missione che, secoli fa, partì dalla Renania per portare la luce della scienza e della medicina ai beduini. Si dice che fossero medici, infermieri, astrologi, predicatori venuti a “salvare” i figli del deserto, ma dal deserto furono abbagliati, inghiottiti. 
Vagano per il “quarto vuoto”, a piccoli gruppi.  Ognuno porta con sé i figli e le capre. Dormono in tende nere. Fra loro parlano una lingua strana ma conoscono l’arabo, perfettamente. Altro non si sa della loro misteriosa esistenza. Forse, è una delle tante favole fiorite fra le sabbie, nella solitudine del deserto. Qualcuno sostiene di averli avvistati, di avere, addirittura, parlato con loro… 
Non svelano mai la loro identità. Forse, dopo tanto tempo, l’avranno smarrita. Dicono solo di rappresentare l’avanguardia di un esercito invisibile: i figli delle anime dei templari massacrati venuti nel deserto in cerca di silenzio e di pace. Mah!  Questo “segreto” mi confidò Amir durante una sosta di preghiera fra le dune intorno all’oasi di Nezwa, in Oman.

Beduino con fucile alla fiera di Nizwa

Birkat, case di fango


Birkat al Mawz, Falaj (corso d'acqua sotterraneo)
... Lo "sceicco dell'acqua" controlla la puntuale esecuzione dei calendari di erogazione, custodisce i regolamenti, le mappe catastali, gli accordi di spartizione sottoscritti dai capi delle varie tribù e clan...


Birkat, centro storico


Kalhat, Moschea di Bibi Mariam

Khadra, moschea
... Mentre di ciò si parla, Amir si ricorda della preghiera pomeridiana. Lo vediamo scomparire nella piccola moschea di Khadra Beni…
L'Islam omanita è di osservanza ibadita, una delle tante confessioni derivate dallo sciitismo. La giustizia si basa sulla "sharja", tuttavia, a parte taluni divieti (alcool, carne di maiale), nel Paese non si respira aria di fanatismo come nell'Iran degli ayatollah o di cupo rigorismo come nella confinante Arabia saudita wahabbita...


Nizwa, fiera animali

Nizwa, venditore di carne essiccata di squalo

Litoranea Muscat- Sur, con i miei due "angeli custodi" del Ministero Informazioni

Oasi di Rustaq

Nakal, scolaro che guada il falaj

Porta (interna) forte di Rustaq
... Le periodiche piogge monsoniche impinguano le falde che alimentano l'ingegnoso sistema idrico degli "aflaj" (singolare "falaj") introdotto dai persiani nel V secolo a.C.
E' questa una profonda condotta sotterranea, lunga anche decine di km, che dalle viscere delle montagne induce la massa d'acqua fino alle oasi e alle città moderne.
Da qui si diparte una rete di canali che irrigano i palmeti (che danno un dattero nero) e i sottostanti orti di verdure e cereali.
A Nizwa, capitale di questa regione, sfocia il più grande falai dell'Oman. Acqua chiara e fluente, abbondante che s'insinua fin dentro il reticolo di vie e viuzze della casbah... 


Nizwa, falaj che attraversa la città

Rustaq, panorama

Hotel Sawayd, ristorante.

Vegetazione litoranea Muscat-Sur
... Da Sur a Nizwa, corriamo dentro una grande vallata inaridita. E' un deserto di pietra popolato di strani monticelli che sembrano propaggini di gigantesche colate di lava o vulcanelli di poca pretesa. Piccole escrescenze di una natura bizzarra che non ci lasceranno fino a Nizwa.
Dopo le lave, ecco, finalmente, il deserto di sabbia rovente di Ramlat. Ci inoltriamo fra alte dune, dove crescono rari alberelli di "summer" (un arbusto spinoso) e qualche ciuffo erboso cui brucano mandrie di dromedari e capre nere... E, non ci crederete, anche gli eleganti orici cornuti che qui abbondano perché protetti, così come altre specie animali e vegetali, da un'avanzata e severa legislazione dello Stato...

 
Rustaq, ospite al forte dell'Imam.
Litoranea Muscat-Sur, villaggio pescatori.
... Lungo i 123 chilometri di pista che da Quryat giunge fino a Sur, corre un nastro di sabbia finissima che il sole, al tramonto, accende di un tenue rosa...
Sopra di noi un cielo di stelle vividissime; a nord ovest, sul massiccio del Jebel Khadar, si sta scaricando un temporale.
Il mare è pescosissimo e ricco di specie rare. Ogni mattina, su queste spiagge è come una festa, una ressa di pescatori, scalzi e a torso nudo, che scaricano il pescato della notte (abbondano sarde e vari tipi di pesce pregiato e anche barracuda, tonni e qualche squalo) e lo espongono agli acquirenti venuti da Mascate e da altre città dell'interno...


Quriat, rientro delle barche e vendita del pescato

Tratto di costa sul Mare Arabico

Sur, cantieri di Dhow (imbarcazioni tipiche)
... La laguna di Sur forma spettacolari insenature, un tempo rifugio delle flotte portoghesi, olandesi e inglesi e anche d’indomabili pirati. Sulle rive, fioriscono i cantieri, a cielo aperto, dei “dhow” costruiti a braccio, secondo i canoni della tecnica tradizionale. Qui, tutti giurano che da questa costa sia partito “Sindbad, il marinaio” per le sue leggendarie, e romantiche, avventure descritte in "Le Mille e una notte”...

Sur, forte portoghese

Cantiere di Sur, falegnami a lavoro


Autostrada Muscat-Seeb, hotel Muscat

Mutrah, giochi d'acqua nel parco naturalistico

... Lasciamo l'Oman con la gradevole impressione di avere visitato un paese abitato da un popolo gentile, governato da un sultano saggio e lungimirante che ama i bambini e la musica classica. Qaboos bin Said, infatti, rifugge dal gossip e dai piaceri dell'harem, dai cortigiani servili e impudenti e lavora per proiettare il Paese in un futuro di prosperità condivisa, fuori dal medioevo infinito dal quale uscì soltanto nel 1970, dopo l'estromissione del padre Taimur.

http://notizie.tiscali.it/socialnews/articoli/spataro/8725/viaggio-nel-meraviglioso-paese-di-magan/ 
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/08/07/ma-oman-non-eldorado.html 
* Autore de "La notte dello sceicco- Reportage dallo Yemen"-  https://www.amazon.com/notte-dello-sceicco-Reportage-dallo/dp/8826702322
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